Un pioniere dell’impegno per l’ambiente
«La tecnologia non deve danneggiare il pianeta e coloro che lo abitano.» Nobuhiko Kawamoto, presidente Honda Motor Co.Ltd (1990 - 1998)
Costruttore di automobili, moto, aerei e macchine motorizzate di vario tipo, Honda dà la priorità al piacere della mobilità, che però deve essere associato a elevati standard in materia di sicurezza e protezione dell’ambiente. Ecco perché ha iniziato ben presto a impegnarsi nel campo delle tecnologie verdi, come dimostrano la Super Cub 50 del 1958, con un pulito e silenzioso motore a 4 tempi, o il celebre propulsore CVCC dei primi anni 70.
La mobilità individuale
Affinché, sulla scia del secolo precedente, anche il 21o continui a essere un «secolo dell’automobile», la politica ambientale di Honda è focalizzata su tre problemi chiave:
- le emissioni inquinanti;
- il riscaldamento climatico;
- la diminuzione delle risorse naturali, a cominciare dal petrolio.
Le vie del cambiamento
Perseguire l’obiettivo della mobilità sostenibile, per Honda significa «costruire prodotti il più possibile rispettosi dell’ambiente, in fabbriche con un impatto ecologico il più ridotto possibile», in tutto il mondo e indipendentemente dal fatto che si tratti di auto o moto. Ecco perché Honda sviluppa motori termici sempre più efficienti, applicando tecnologie d’avanguardia ed estendendo l’uso di motori ibridi, dotati del sistema IMA (Integrated Motor Assist). A medio termine Honda punta all’uso su ampia scala della pila a combustibile alimentata a idrogeno.
Costruttore di automobili, moto, aerei e macchine motorizzate di vario tipo, Honda dà la priorità al piacere della mobilità, che però deve essere associato a elevati standard in materia di sicurezza e protezione dell’ambiente. Ecco perché ha iniziato ben presto a impegnarsi nel campo delle tecnologie verdi, come dimostrano la Super Cub 50 del 1958, con un pulito e silenzioso motore a 4 tempi, o il celebre propulsore CVCC dei primi anni 70.
La mobilità individuale
Affinché, sulla scia del secolo precedente, anche il 21o continui a essere un «secolo dell’automobile», la politica ambientale di Honda è focalizzata su tre problemi chiave:
- le emissioni inquinanti;
- il riscaldamento climatico;
- la diminuzione delle risorse naturali, a cominciare dal petrolio.
Le vie del cambiamento
Perseguire l’obiettivo della mobilità sostenibile, per Honda significa «costruire prodotti il più possibile rispettosi dell’ambiente, in fabbriche con un impatto ecologico il più ridotto possibile», in tutto il mondo e indipendentemente dal fatto che si tratti di auto o moto. Ecco perché Honda sviluppa motori termici sempre più efficienti, applicando tecnologie d’avanguardia ed estendendo l’uso di motori ibridi, dotati del sistema IMA (Integrated Motor Assist). A medio termine Honda punta all’uso su ampia scala della pila a combustibile alimentata a idrogeno.
Le vetture solari Honda
Nel 1993 e nel 1996 Honda ha vinto il World Solar Challenge d’Australia, una corsa riservata a vetture sperimentali con propulsione a energia solare.
Questa corsa, che si svolge su un percorso di 3021 km tra Darwin e Adelaide, ha la finalità di promuovere la ricerca nel campo delle vetture solari e di attirare l’attenzione sulle energie rinnovabili. La prima edizione si è tenuta nel 1987.
Honda ha vinto per la prima volta la competizione nel 1993. Nel 1996 ha corso per il titolo con Dream II che ha fatto sua la gara battendo 45 partecipanti e registrando una velocità media di 89,76 km/h. Dream II è un veicolo biposto, rivestito di celle fotovoltaiche in silicio monocristallino.
La partecipazione a queste corse ha consentito a Honda di fare dei passi da gigante nello sviluppo delle sue tecnologie per la gestione dell’energia e la produzione di veicoli elettrici. FCX Clarity, vettura elettrica con pila a combustibile alimentata a idrogeno, già commercializzata in alcuni paesi, ha beneficiato in larga misura di questo know how.
Questa corsa, che si svolge su un percorso di 3021 km tra Darwin e Adelaide, ha la finalità di promuovere la ricerca nel campo delle vetture solari e di attirare l’attenzione sulle energie rinnovabili. La prima edizione si è tenuta nel 1987.
Honda ha vinto per la prima volta la competizione nel 1993. Nel 1996 ha corso per il titolo con Dream II che ha fatto sua la gara battendo 45 partecipanti e registrando una velocità media di 89,76 km/h. Dream II è un veicolo biposto, rivestito di celle fotovoltaiche in silicio monocristallino.
La partecipazione a queste corse ha consentito a Honda di fare dei passi da gigante nello sviluppo delle sue tecnologie per la gestione dell’energia e la produzione di veicoli elettrici. FCX Clarity, vettura elettrica con pila a combustibile alimentata a idrogeno, già commercializzata in alcuni paesi, ha beneficiato in larga misura di questo know how.
FCX Clarity con pila a combustibile
Pioniera nel campo delle energie alternative, Honda nel 2008 lancia sul mercato l’auto a zero emissioni, la FCX Clarity con pila a combustible alimentata a idrogeno, continuando peraltro le sue attività di ricerca nel settore della produzione di idrogeno a domicilio.
Honda è più che mai convinta che la pila a combustibile è la fonte d’energia del domani. Ecco perché nell’estate 2008 dà avvio alla commercializzazione della FCX Clarity in California. Un nome, un programma: Clarity è una risposta chiara e netta alle sfide del futuro, in linea con l’obiettivo di una mobilità individuale sostenibile. Agli USA seguiranno presto altri paesi.
Una pila a combustibile firmata Honda
FCX Clarity utilizza una pila a combustibile a flusso verticale V-Flow abbinata a una nuova batteria di celle agli ioni di litio e a un serbatoio di idrogeno. Nella pila a combustibile l’idrogeno si combina con l’ossigeno presente nell’aria. L’energia generata da questa reazione viene convertita in potenza elettrica che permette al veicolo di muoversi. Il sistema, inoltre, recupera l’energia cinetica prodotta nelle frenate e la stocca, unitamente all’energia eccedente della pila a combustibile, nella batteria dove rimane a disposizione come energia supplementare. Grazie a questo sistema, FCX Clarity emette solo vapore acqueo.
La pila a combustibile, molto compatta, utilizza la gravità per scaricare l’acqua prodotta. Ne risulta una produzione d’energia costante e una potenza accresciuta. Inoltre è possibile avviare il motore a freddo fino a temperature di -30° C.
Design sportivo e tessuti biologici
Grazie all’architettura compatta della pila V-Flow, Honda ha potuto costruire una vettura dal pianale ribassato e con uno spazioso abitacolo per 4 persone. I sedili e le portiere sono rivestiti con un tessuto a base di mais, durevole e resistente alle radiazioni del sole, a garanzia di un eccellente bilancio ecologico. Il quadro strumenti, dal design ultramoderno, permette una rapida lettura del consumo di idrogeno. All’avanguardia della tecnica anche i sistemi di sicurezza, mentre il sofisticato navigatore di bordo facilita la localizzazione delle stazioni di servizio a idrogeno.
L’approvvigionamento di idrogeno
L’idrogeno, si sa, non è disponibile in natura: bisogna produrlo. Le emissioni di CO2 legate alla sua produzione variano a seconda dei sistemi adottati. Se l’idrogeno è ricavato dal gas naturale – attualmente il metodo più utilizzato – le emissioni complessive «dal pozzo alla ruota» sono la metà rispetto a quelle di una vettura a benzina. Se l’idrogeno viene prodotto per elettrolisi a partire dall’acqua, le emissioni di CO2 sono ancora più contenute, avvicinandosi addirittura a zero se l’elettricità necessaria proviene da fonti di energia rinnovabile come quella solare o eolica. Con le sue stazioni di rifornimento di idrogeno ad uso domestico HES (Home Energy Station), Honda sta battendo entrambe le piste.
Caratteristiche di FCX Clarity
Honda è più che mai convinta che la pila a combustibile è la fonte d’energia del domani. Ecco perché nell’estate 2008 dà avvio alla commercializzazione della FCX Clarity in California. Un nome, un programma: Clarity è una risposta chiara e netta alle sfide del futuro, in linea con l’obiettivo di una mobilità individuale sostenibile. Agli USA seguiranno presto altri paesi.
Una pila a combustibile firmata Honda
FCX Clarity utilizza una pila a combustibile a flusso verticale V-Flow abbinata a una nuova batteria di celle agli ioni di litio e a un serbatoio di idrogeno. Nella pila a combustibile l’idrogeno si combina con l’ossigeno presente nell’aria. L’energia generata da questa reazione viene convertita in potenza elettrica che permette al veicolo di muoversi. Il sistema, inoltre, recupera l’energia cinetica prodotta nelle frenate e la stocca, unitamente all’energia eccedente della pila a combustibile, nella batteria dove rimane a disposizione come energia supplementare. Grazie a questo sistema, FCX Clarity emette solo vapore acqueo.
La pila a combustibile, molto compatta, utilizza la gravità per scaricare l’acqua prodotta. Ne risulta una produzione d’energia costante e una potenza accresciuta. Inoltre è possibile avviare il motore a freddo fino a temperature di -30° C.
Design sportivo e tessuti biologici
Grazie all’architettura compatta della pila V-Flow, Honda ha potuto costruire una vettura dal pianale ribassato e con uno spazioso abitacolo per 4 persone. I sedili e le portiere sono rivestiti con un tessuto a base di mais, durevole e resistente alle radiazioni del sole, a garanzia di un eccellente bilancio ecologico. Il quadro strumenti, dal design ultramoderno, permette una rapida lettura del consumo di idrogeno. All’avanguardia della tecnica anche i sistemi di sicurezza, mentre il sofisticato navigatore di bordo facilita la localizzazione delle stazioni di servizio a idrogeno.
L’approvvigionamento di idrogeno
L’idrogeno, si sa, non è disponibile in natura: bisogna produrlo. Le emissioni di CO2 legate alla sua produzione variano a seconda dei sistemi adottati. Se l’idrogeno è ricavato dal gas naturale – attualmente il metodo più utilizzato – le emissioni complessive «dal pozzo alla ruota» sono la metà rispetto a quelle di una vettura a benzina. Se l’idrogeno viene prodotto per elettrolisi a partire dall’acqua, le emissioni di CO2 sono ancora più contenute, avvicinandosi addirittura a zero se l’elettricità necessaria proviene da fonti di energia rinnovabile come quella solare o eolica. Con le sue stazioni di rifornimento di idrogeno ad uso domestico HES (Home Energy Station), Honda sta battendo entrambe le piste.
Caratteristiche di FCX Clarity
| Numero di passeggeri |
4 | |
Motore |
Tipo | Motore elettrico sincrono AC (magnete permanente) |
| Potenza max. (DIN) |
100 kW | |
| Coppia max. |
256 Nm | |
| Pila a combustibile |
Tipo |
Pila a membrana polimerica PEMFC Honda (Proton Exchange Membrane Fuel Cell) |
| Potenza |
100 kW | |
| Carburante |
Tipo | Idrogeno gassoso compresso |
| Stoccaggio | Serbatoio di idrogeno ad alta pressione |
|
| Capacità del serbatoio |
171 litri | |
| Caratteristiche | Velocità massima |
160 km/h |
| Stoccaggio dell’energia |
Batteria agli ioni di litio | |
| Peso del veicolo |
1625 kg | |
| Dimensioni (Lxlxh) |
4835 x 1845 x 1470 | |
| Emissioni nocive |
Nessuna |
Vetture sempre più pulite
Quali strade segue attualmente Honda in campo automobilistico per ridurre le emissioni di CO2, affrontare la penuria di risorse naturali e lottare contro l’inquinamento?
Motori termici più efficienti
• Maggior produttore di propulsori al mondo, Honda migliora costantemente il rendimento dei suoi motori a benzina (Advanced-VTEC).
• Honda lancia una nuova generazione di motori diesel (i-DTEC) a bassissima emissione di ossidi di azoto.
• Honda moltiplica le soluzioni ibride (tecnologia IMA/Integrated Motor Assist), utilizzandole su sempre più prodotti, dalle moto agli spazzaneve.
Tecnologie alternative in pieno sviluppo
• Dall’estate 2008, dapprima negli Stati Uniti e poi in Giappone, Honda commercializza la FCX Clarity, una vettura con pila a combustibile alimentata ad idrogeno che emette solo vapore acqueo.
• Parallelamente sta sviluppando la 4a generazione di stazioni domestiche per la produzione di idrogeno, per risolvere in modo ecologico il problema del rifornimento (HES 4).
• Honda ha anche lanciato un progetto pilota per produrre etanolo a partire dalle biomasse.
• Vanno infine menzionati i suoi veicoli a gas naturale (NGV) o a etanolo (Flexible Fuel Vehicle), commercializzati in una serie di paesi.
Motori termici più efficienti
• Maggior produttore di propulsori al mondo, Honda migliora costantemente il rendimento dei suoi motori a benzina (Advanced-VTEC).
• Honda lancia una nuova generazione di motori diesel (i-DTEC) a bassissima emissione di ossidi di azoto.
• Honda moltiplica le soluzioni ibride (tecnologia IMA/Integrated Motor Assist), utilizzandole su sempre più prodotti, dalle moto agli spazzaneve.
Tecnologie alternative in pieno sviluppo
• Dall’estate 2008, dapprima negli Stati Uniti e poi in Giappone, Honda commercializza la FCX Clarity, una vettura con pila a combustibile alimentata ad idrogeno che emette solo vapore acqueo.
• Parallelamente sta sviluppando la 4a generazione di stazioni domestiche per la produzione di idrogeno, per risolvere in modo ecologico il problema del rifornimento (HES 4).
• Honda ha anche lanciato un progetto pilota per produrre etanolo a partire dalle biomasse.
• Vanno infine menzionati i suoi veicoli a gas naturale (NGV) o a etanolo (Flexible Fuel Vehicle), commercializzati in una serie di paesi.
Fabbriche verdi
Quali sono le principali strade seguite da Honda per ridurre l’impatto sull’ambiente delle sue attività produttive?
• Honda razionalizza i metodi di produzione per ridurre decisamente l’energia consumata dalle sue fabbriche.
• Honda non elimina l’acqua utilizzata nei processi produttivi (circuito chiuso).
• Honda raccoglie l’acqua piovana per il fabbisogno dei suoi stabilimenti.
• Dall’ottobre 2007 Honda produce le sue celle fotovoltaiche a pellicola sottile (Honda Soltec) con un procedimento a bassissimo consumo energetico e le utilizza nei suoi siti di produzione.
• Honda riduce il volume dei suoi rifiuti utilizzando materiali riciclati, fedele al principio delle 3 R: riutilizzare, riciclare, ridurre. L’obiettivo per tutte le sue fabbriche è: zero rifiuti.
• Honda intensifica il riutilizzo dei componenti: le sue vetture sono già riciclabili al 90%.
• Honda presta molta attenzione all’integrazione delle sue fabbriche nel tessuto sociale e ambientale del territorio.
Impegno su scala mondiale
Honda si impegna anche a migliorare i suoi processi logistici in tutto il mondo e a ridurre il volume del materiale di imballaggio. Il processo in corso ha permesso di ottenere la certificazione ISO 14000 per i principali stabilimenti Honda. Honda estende le sue misure di protezione dell’ambiente anche ai fornitori e alla rete di distribuzione, al fine di migliorare il suo bilancio ecologico globale, dal «pozzo alla ruota».
• Honda razionalizza i metodi di produzione per ridurre decisamente l’energia consumata dalle sue fabbriche.
• Honda non elimina l’acqua utilizzata nei processi produttivi (circuito chiuso).
• Honda raccoglie l’acqua piovana per il fabbisogno dei suoi stabilimenti.
• Dall’ottobre 2007 Honda produce le sue celle fotovoltaiche a pellicola sottile (Honda Soltec) con un procedimento a bassissimo consumo energetico e le utilizza nei suoi siti di produzione.
• Honda riduce il volume dei suoi rifiuti utilizzando materiali riciclati, fedele al principio delle 3 R: riutilizzare, riciclare, ridurre. L’obiettivo per tutte le sue fabbriche è: zero rifiuti.
• Honda intensifica il riutilizzo dei componenti: le sue vetture sono già riciclabili al 90%.
• Honda presta molta attenzione all’integrazione delle sue fabbriche nel tessuto sociale e ambientale del territorio.
Impegno su scala mondiale
Honda si impegna anche a migliorare i suoi processi logistici in tutto il mondo e a ridurre il volume del materiale di imballaggio. Il processo in corso ha permesso di ottenere la certificazione ISO 14000 per i principali stabilimenti Honda. Honda estende le sue misure di protezione dell’ambiente anche ai fornitori e alla rete di distribuzione, al fine di migliorare il suo bilancio ecologico globale, dal «pozzo alla ruota».
Honda partecipa al progetto “Mobility 2030”
La mobilità dei beni e delle persone è un fattore chiave dello sviluppo sociale. Ma qual è il suo futuro? Honda e altre undici imprese hanno presentato la loro visione nel rapporto “Mobility 2030: meeting the challenges to sustainability”, pubblicato il 7 luglio 2004 a Bruxelles.
Il rapporto “Mobility 2030” spiega come raccogliere la sfida della mobilità sostenibile su scala planetaria. Una sfida che richiede la collaborazione di tutti, governi e attori economici, nonché lo sviluppo di nuove tecnologie.
Chi ha lanciato il progetto “Mobility 2030”?
Questo progetto è stato avviato nel 2000 dal World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), un'associazione con sede a Ginevra che raggruppa 170 multinazionali. Il suo obiettivo è favorire lo sviluppo sostenibile. Partecipano al progetto dodici grandi imprese: BP, DaimlerChrysler, Ford, General Motors, Honda, Michelin, Nissan, Norsk Hydro, Renault, Shell, Toyota, Volkswagen. Il rapporto “Mobility 2030” è stato pubblicato nel luglio 2004.
Come definire la mobilità sostenibile?
“La mobilità sostenibile”, secondo il WBCSD, “è la capacità di rispondere con maggiore libertà ai bisogni della società, di trovare delle vie di accesso, di comunicare, scambiare e stabilire delle relazioni senza sacrificare altri valori essenziali sul piano umano o ecologico, oggi come in avvenire.”
Quali vie seguire per arrivare alla mobilità sostenibile?
Come orientamento verso la realizzazione di una mobilità sostenibile, il progetto definisce sette obiettivi primari articolati in una miriade di iniziative concrete:
• ridurre le emissioni legate ai trasporti
• abbassare i tassi di emissione di gas a effetto serra
• ridurre nettamente il numero delle vittime di incidenti stradali
• diminuire l'inquinamento acustico causato dai trasporti
• alleggerire la congestione da traffico negli agglomerati urbani
• colmare il divario in materia di mobilità tra i paesi in via di sviluppo e i paesi industrializzati
• rendere la mobilità accessibile a tutti i popoli.
Qual è il contributo di Honda alla mobilità sostenibile?
1. La ricerca: Honda migliora costantemente i suoi prodotti per abbattere sempre più i consumi, le emissioni nocive e l'inquinamento acustico. Questi sforzi hanno portato a realizzare motori che fissano nuovi termini di paragone in campo automobilistico: i propulsori i-VTEC, Advanced-VTEC, i-CTDi e i-DTEC, i motori ibridi con tecnologia IMA, senza dimenticare la pila a combustibile V-Flow delle vetture a idrogeno, che emette soltanto vapore acqueo. Inoltre, la ricerca Honda punta sulla leggerezza dei materiali utilizzati, sull’aerodinamicità, sull’infortunistica con particolare riguardo alla sicurezza dei pedoni.
2. Il sostegno a progetti innovativi come l'ICVS: Honda testa da parecchi anni un sistema di gestione del traffico intelligente (Intelligent Community Vehicle System), basato sulla distribuzione di piccoli veicoli ecologici (motociclette e autovetture elettriche, ecc.).Per saperne di più, cliccate su www.world.honda.com
3. La formazione: Honda organizza in tutto il mondo corsi, manifestazioni e concorsi finalizzati a promuovere la protezione ambientale e la sicurezza a beneficio di tutti gli utenti della strada.
4. La strategia di sviluppo: Honda è fortemente impegnata nei vari mercati nazionali, dove produce in funzione della domanda appoggiandosi alle economie locali.
5. La logistica: Honda è impegnata al massimo nel potenziamento della propria logistica di trasporto, in modo da razionalizzare i flussi commerciali e gravare il meno possibile sull'ambiente.
Il rapporto “Mobility 2030” spiega come raccogliere la sfida della mobilità sostenibile su scala planetaria. Una sfida che richiede la collaborazione di tutti, governi e attori economici, nonché lo sviluppo di nuove tecnologie.
Chi ha lanciato il progetto “Mobility 2030”?
Questo progetto è stato avviato nel 2000 dal World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), un'associazione con sede a Ginevra che raggruppa 170 multinazionali. Il suo obiettivo è favorire lo sviluppo sostenibile. Partecipano al progetto dodici grandi imprese: BP, DaimlerChrysler, Ford, General Motors, Honda, Michelin, Nissan, Norsk Hydro, Renault, Shell, Toyota, Volkswagen. Il rapporto “Mobility 2030” è stato pubblicato nel luglio 2004.
Come definire la mobilità sostenibile?
“La mobilità sostenibile”, secondo il WBCSD, “è la capacità di rispondere con maggiore libertà ai bisogni della società, di trovare delle vie di accesso, di comunicare, scambiare e stabilire delle relazioni senza sacrificare altri valori essenziali sul piano umano o ecologico, oggi come in avvenire.”
Quali vie seguire per arrivare alla mobilità sostenibile?
Come orientamento verso la realizzazione di una mobilità sostenibile, il progetto definisce sette obiettivi primari articolati in una miriade di iniziative concrete:
• ridurre le emissioni legate ai trasporti
• abbassare i tassi di emissione di gas a effetto serra
• ridurre nettamente il numero delle vittime di incidenti stradali
• diminuire l'inquinamento acustico causato dai trasporti
• alleggerire la congestione da traffico negli agglomerati urbani
• colmare il divario in materia di mobilità tra i paesi in via di sviluppo e i paesi industrializzati
• rendere la mobilità accessibile a tutti i popoli.
Qual è il contributo di Honda alla mobilità sostenibile?
1. La ricerca: Honda migliora costantemente i suoi prodotti per abbattere sempre più i consumi, le emissioni nocive e l'inquinamento acustico. Questi sforzi hanno portato a realizzare motori che fissano nuovi termini di paragone in campo automobilistico: i propulsori i-VTEC, Advanced-VTEC, i-CTDi e i-DTEC, i motori ibridi con tecnologia IMA, senza dimenticare la pila a combustibile V-Flow delle vetture a idrogeno, che emette soltanto vapore acqueo. Inoltre, la ricerca Honda punta sulla leggerezza dei materiali utilizzati, sull’aerodinamicità, sull’infortunistica con particolare riguardo alla sicurezza dei pedoni.
2. Il sostegno a progetti innovativi come l'ICVS: Honda testa da parecchi anni un sistema di gestione del traffico intelligente (Intelligent Community Vehicle System), basato sulla distribuzione di piccoli veicoli ecologici (motociclette e autovetture elettriche, ecc.).Per saperne di più, cliccate su www.world.honda.com
3. La formazione: Honda organizza in tutto il mondo corsi, manifestazioni e concorsi finalizzati a promuovere la protezione ambientale e la sicurezza a beneficio di tutti gli utenti della strada.
4. La strategia di sviluppo: Honda è fortemente impegnata nei vari mercati nazionali, dove produce in funzione della domanda appoggiandosi alle economie locali.
5. La logistica: Honda è impegnata al massimo nel potenziamento della propria logistica di trasporto, in modo da razionalizzare i flussi commerciali e gravare il meno possibile sull'ambiente.
Da decenni all’ascolto del pianeta blu
All’insegna del motto «Un cielo azzurro per i nostri bambini», Honda ha adottato le prime misure di salvaguardia ambientale già nel corso degli anni ‘60. Perché la gioia della mobilità possa essere tramandata da una generazione all’altra.
Anni 1960
Honda mette a punto dei motori fuoribordo a 4 tempi, più efficaci e silenziosi dei motori a 2 tempi tradizionali, introducendoli progressivamente nella sua gamma.
1972
Sviluppo del motore CVCC, il primo al mondo a rispettare le allora nuove normative antinquinamento statunitensi «Clean Air Act». Una scelta che consente a Honda di mettere piede nel mercato americano.
1973
Per la prima volta vengono utilizzate vernici poco inquinanti e idrosolubili, sia per le vetture che per le moto.
1973
Commercializzazione della Civic con motore CVCC (consumo: 4,7 litri/100 km).
1976
Lancio del programma di rimboschimento nei dintorni degli stabilimenti di produzione Honda.
1979
Nasce il Comitato Honda per la tutela dell’ambiente.
1988
Lancio del sistema di fasatura variabile delle valvole VTEC, una tecnologia pionieristica che consente di coniugare potenza e risparmio di carburante. Darà a sua volta vita ai motori a benzina VTEC-E (1991), più ecologici.
1991
Honda avvia un programma di riciclaggio dei paraurti usati.
1992
Dichiarazione ambientale di Honda Motor Co., Ltd.
1993
Honda Dream, il veicolo a energia solare di Honda, conquista per la prima volta il World Solar Challenge in Australia.
1994
Commercializzazione del 1° scooter elettrico (CUV ES).
1994
Gli stabilimenti Honda non utilizzano più gas nocivi per lo strato d’ozono.
1996
Sviluppo della vettura elettrica EV Plus.
1997
Lancio di Civic GX a gas naturale negli Stati Uniti.
1997
Dal 1997 Honda sostituisce progressivamente i motori a 2 tempi delle sue motociclette con motori a 4 tempi, meno inquinanti.
1998
VFR800F1, motocicletta equipaggiata con un convertitore catalitico a 3 vie, si fa notare per emissioni estremamente ridotte.
1999
Commercializzazione in alcuni paesi della coupé Insight, la prima vettura ibrida targata Honda dotata della tecnologia IMA (Integrated Motor Assist), che consuma solo 3,6 litri/100 km. Civic IMA, nel 2003, sarà la prima auto ibrida targata Honda a circolare in Svizzera.
2000
Lancio dei motori a benzina i-Series, più parsimoniosi e meno inquinanti.
2000
Lancio del programma «Fabbriche verdi».
2002
La FCX con pila a combustibile alimentata a idrogeno è la prima vettura di questo tipo al mondo a ottenere l’omologazione del governo statunitense.
2004
Commercializzazione del turbodiesel 2.2 i-CTDi, pluripremiato per prestazioni, silenziosità e sobrietà.
2006
Honda è la prima casa costruttrice di automobili e motociclette al mondo ad annunciare a chiare cifre i suoi obiettivi in materia di riduzione di CO2, sia per i suoi prodotti che per i suoi stabilimenti.
2007
Civic Hybrid figura per la prima volta in testa alla classifica EcoMobiListe dell’Associazione Traffico e Ambiente (ATA). La stampa la definisce «l’auto più pulita della Svizzera».
2007
Con il programma MyEarthdream, associato a Honda Racing F1 Team, Honda raccoglie e distribuisce fondi a favore di progetti ecologici.
2007
La nuova filiale Honda Soltec produce celle fotovoltaiche a pellicola sottile secondo un processo che utilizza il 50% in meno di energia.
2008
Commercializzazione negli Stati Uniti e in seguito in Giappone di FCX Clarity con pila combustibile V-Flow, che emette unicamente vapore acqueo.
2008
Lancio della nuova generazione di motori diesel, battezzata i-DTEC, che riduce notevolmente le emissioni di ossido d’azoto.
2010
Lancio della CR-Z, la prima coupé ibrida sportiva.
Anni 1960
Honda mette a punto dei motori fuoribordo a 4 tempi, più efficaci e silenziosi dei motori a 2 tempi tradizionali, introducendoli progressivamente nella sua gamma.
1972
Sviluppo del motore CVCC, il primo al mondo a rispettare le allora nuove normative antinquinamento statunitensi «Clean Air Act». Una scelta che consente a Honda di mettere piede nel mercato americano.
1973
Per la prima volta vengono utilizzate vernici poco inquinanti e idrosolubili, sia per le vetture che per le moto.
1973
Commercializzazione della Civic con motore CVCC (consumo: 4,7 litri/100 km).
1976
Lancio del programma di rimboschimento nei dintorni degli stabilimenti di produzione Honda.
1979
Nasce il Comitato Honda per la tutela dell’ambiente.
1988
Lancio del sistema di fasatura variabile delle valvole VTEC, una tecnologia pionieristica che consente di coniugare potenza e risparmio di carburante. Darà a sua volta vita ai motori a benzina VTEC-E (1991), più ecologici.
1991
Honda avvia un programma di riciclaggio dei paraurti usati.
1992
Dichiarazione ambientale di Honda Motor Co., Ltd.
1993
Honda Dream, il veicolo a energia solare di Honda, conquista per la prima volta il World Solar Challenge in Australia.
1994
Commercializzazione del 1° scooter elettrico (CUV ES).
1994
Gli stabilimenti Honda non utilizzano più gas nocivi per lo strato d’ozono.
1996
Sviluppo della vettura elettrica EV Plus.
1997
Lancio di Civic GX a gas naturale negli Stati Uniti.
1997
Dal 1997 Honda sostituisce progressivamente i motori a 2 tempi delle sue motociclette con motori a 4 tempi, meno inquinanti.
1998
VFR800F1, motocicletta equipaggiata con un convertitore catalitico a 3 vie, si fa notare per emissioni estremamente ridotte.
1999
Commercializzazione in alcuni paesi della coupé Insight, la prima vettura ibrida targata Honda dotata della tecnologia IMA (Integrated Motor Assist), che consuma solo 3,6 litri/100 km. Civic IMA, nel 2003, sarà la prima auto ibrida targata Honda a circolare in Svizzera.
2000
Lancio dei motori a benzina i-Series, più parsimoniosi e meno inquinanti.
2000
Lancio del programma «Fabbriche verdi».
2002
La FCX con pila a combustibile alimentata a idrogeno è la prima vettura di questo tipo al mondo a ottenere l’omologazione del governo statunitense.
2004
Commercializzazione del turbodiesel 2.2 i-CTDi, pluripremiato per prestazioni, silenziosità e sobrietà.
2006
Honda è la prima casa costruttrice di automobili e motociclette al mondo ad annunciare a chiare cifre i suoi obiettivi in materia di riduzione di CO2, sia per i suoi prodotti che per i suoi stabilimenti.
2007
Civic Hybrid figura per la prima volta in testa alla classifica EcoMobiListe dell’Associazione Traffico e Ambiente (ATA). La stampa la definisce «l’auto più pulita della Svizzera».
2007
Con il programma MyEarthdream, associato a Honda Racing F1 Team, Honda raccoglie e distribuisce fondi a favore di progetti ecologici.
2007
La nuova filiale Honda Soltec produce celle fotovoltaiche a pellicola sottile secondo un processo che utilizza il 50% in meno di energia.
2008
Commercializzazione negli Stati Uniti e in seguito in Giappone di FCX Clarity con pila combustibile V-Flow, che emette unicamente vapore acqueo.
2008
Lancio della nuova generazione di motori diesel, battezzata i-DTEC, che riduce notevolmente le emissioni di ossido d’azoto.
2010
Lancio della CR-Z, la prima coupé ibrida sportiva.









