Spirito pionieristico
“Non imitate mai!” Soichiro Honda, fondatore di Honda Motor Co. Ltd.
Honda è una fucina di idee. A elaborarle sono i centri di Ricerca & Sviluppo situati in Giappone, che godono del sostegno degli enti locali, a loro volta vicini alla clientela e alle sue esigenze. La loro funzione è quella di immaginare nuovi modi di interpretare la mobilità, il che porta Honda a esplorare spesso vie innovative, alternative e sorprendenti.
Il gusto delle sfide
Nel 1986, per esempio, Honda si è lanciata nella ricerca sui motori aeronautici e oggi il suo aereo business HondaJet è in via di commercializzazione. Lo stesso anno Honda ha deciso di investire nello sviluppo di robot umanoidi e da allora ASIMO ha fatto letteralmente passi da gigante. Vero fulcro della ricerca Honda, comunque, sono le fonti di energia alternative e lo sviluppo di soluzioni per limitare le emissioni di CO2.
Honda è una fucina di idee. A elaborarle sono i centri di Ricerca & Sviluppo situati in Giappone, che godono del sostegno degli enti locali, a loro volta vicini alla clientela e alle sue esigenze. La loro funzione è quella di immaginare nuovi modi di interpretare la mobilità, il che porta Honda a esplorare spesso vie innovative, alternative e sorprendenti.
Il gusto delle sfide
Nel 1986, per esempio, Honda si è lanciata nella ricerca sui motori aeronautici e oggi il suo aereo business HondaJet è in via di commercializzazione. Lo stesso anno Honda ha deciso di investire nello sviluppo di robot umanoidi e da allora ASIMO ha fatto letteralmente passi da gigante. Vero fulcro della ricerca Honda, comunque, sono le fonti di energia alternative e lo sviluppo di soluzioni per limitare le emissioni di CO2.
Il robot ASIMO
Ambasciatore della mobilità Honda, ASIMO (Advanced Step in Innovative Mobility) è il robot umanoide più evoluto del mondo. E ogni anno diventa più «intelligente» per poter aiutare sempre meglio gli uomini in numerose mansioni.
Un atleta alto 130 cm
Honda ha iniziato lo sviluppo di robot che camminano nel 1986. Al primissimo esemplare, che non era nient’altro che un paio di gambe articolate, nel corso degli anni si sono aggiunti un tronco e due braccia, fino a dar vita al robot ASIMO propriamente detto. Quest’ultimo ha mosso i suoi primi passi nel 2000 e da allora di strada ne ha fatta davvero tanta: cammina in modo fluido e naturale come gli esseri umani, cambia direzione senza bloccarsi, sale le scale. Dal 2005 riesce anche a correre a 6 km/h e sa evitare ostacoli posti sul suo percorso, spostando il baricentro per anticipare i movimenti come fa uno sciatore.
Al servizio degli esseri umani
Oltre a dar prova di buone capacità motorie, ASIMO sa rilevare i movimenti degli oggetti, riconoscere la fisionomia del viso, stringere la mano di una persona senza stritolarle le falangi, adeguare la sua andatura a quella di una persona che lo tiene per mano, spostare oggetti spingendo un carrello, tenere un vassoio senza rovesciarlo, scostarsi se incrocia una persona, collaborare con altri ASIMO e dal 2007 anche ricaricare da solo la sua batteria. Una scheda IC gli consente di «riconoscere» chi gli sta attorno e di interagire di conseguenza, ad esempio guidandolo nel luogo giusto. Inoltre, grazie a un sistema di riconoscimento vocale, «capisce» anche un certo numero di istruzioni.
ASIMO svolge quindi ogni giorno un numero sempre maggiore di compiti concreti e utili, avvicinandosi così al suo scopo: essere d’aiuto agli esseri umani, sia a casa che sul lavoro.
Per saperne di più su ASIMO, visitate il sito www.world.honda.com (solo in inglese)
Un atleta alto 130 cm
Honda ha iniziato lo sviluppo di robot che camminano nel 1986. Al primissimo esemplare, che non era nient’altro che un paio di gambe articolate, nel corso degli anni si sono aggiunti un tronco e due braccia, fino a dar vita al robot ASIMO propriamente detto. Quest’ultimo ha mosso i suoi primi passi nel 2000 e da allora di strada ne ha fatta davvero tanta: cammina in modo fluido e naturale come gli esseri umani, cambia direzione senza bloccarsi, sale le scale. Dal 2005 riesce anche a correre a 6 km/h e sa evitare ostacoli posti sul suo percorso, spostando il baricentro per anticipare i movimenti come fa uno sciatore.
Al servizio degli esseri umani
Oltre a dar prova di buone capacità motorie, ASIMO sa rilevare i movimenti degli oggetti, riconoscere la fisionomia del viso, stringere la mano di una persona senza stritolarle le falangi, adeguare la sua andatura a quella di una persona che lo tiene per mano, spostare oggetti spingendo un carrello, tenere un vassoio senza rovesciarlo, scostarsi se incrocia una persona, collaborare con altri ASIMO e dal 2007 anche ricaricare da solo la sua batteria. Una scheda IC gli consente di «riconoscere» chi gli sta attorno e di interagire di conseguenza, ad esempio guidandolo nel luogo giusto. Inoltre, grazie a un sistema di riconoscimento vocale, «capisce» anche un certo numero di istruzioni.
ASIMO svolge quindi ogni giorno un numero sempre maggiore di compiti concreti e utili, avvicinandosi così al suo scopo: essere d’aiuto agli esseri umani, sia a casa che sul lavoro.
Per saperne di più su ASIMO, visitate il sito www.world.honda.com (solo in inglese)
Il bireattore d’affari HondaJet
HondaJet, il primo aereo commerciale Honda, fa onore alla reputazione del marchio in tema di innovazioni. Capace di ospitare fino a 8 persone, si distingue per prestazioni dinamiche ed efficienza di funzionamento.
Realizzato nel corso di un processo di sviluppo e progettazione durato vari anni, l’aereo executive 100% Honda ha compiuto il suo primo volo nel 2003 ed è entrato in fase di commercializzazione nel 2006. Honda Aircraft Company, Inc., che lo costruisce nella Carolina del Nord (USA), prevede le prime consegne per il 2010.
Un’eccellente efficienza energetica
HondaJet è l’aviogetto più veloce ed economico della categoria VLJ (Very Light Jets). La sua eccezionale efficienza energetica è frutto di numerose innovazioni:
• fusoliera interamente in materiali compositi sviluppati secondo un procedimento brevettato, per ridurre peso, consumo di cherosene e costi di produzione;
• velatura in alluminio;
• ali e naso dell’aereo a flusso laminare naturale, per ridurre la resistenza dell’aria e migliorare le prestazioni dinamiche;
• posizionamento dei due propulsori GE Honda HF120 sopra le ali (configurazione brevettata), a tutto vantaggio del rendimento energetico e dello spazio disponibile nella cabina;
• motori da 1880 libbre di spinta ciascuno molto economici e rispettosi dell’ambiente, soprattutto grazie alla loro bassa rumorosità e a valori di consumo nominali inferiori del 5% rispetto alla concorrenza.
Un inedito concetto di modularità
Grazie alla sua originale architettura, HondaJet offre una cabina di notevole spaziosità e un’accresciuta capacità di carico. Infatti, è in grado di accogliere fino a 8 persone, bagagli compresi. Il cockpit dall’avanzata tecnologia presenta un design modulare. Tutte le informazioni necessarie al pilota sono leggibili su monitor di grandi dimensioni, in conformità ai più moderni requisiti di ergonomia e sicurezza.
Un sogno antico
All’origine di HondaJet c’è una grande passione per l’aviazione. Infatti, nel 1986, quando si lanciò in quella che sarebbe diventata una lunga ricerca su piccoli jet d’affari e motori per aerei, Honda non voleva solo sviluppare una serie di pratiche innovazioni ma anche rendere omaggio a Soichiro Honda, fondatore della casa, intrepido automobilista, pilota da corsa e per l’appunto grande appassionato di aerei. Un appassionato che però non riuscì mai a ottenere il brevetto. Il che tuttavia non gli impedì, di tanto in tanto, di librarsi in volo ai comandi di piccoli aeroplani...
Per saperne di più, visitate i siti www.hondajet.honda.com e www.gehonda.com
Scheda tecnica
Realizzato nel corso di un processo di sviluppo e progettazione durato vari anni, l’aereo executive 100% Honda ha compiuto il suo primo volo nel 2003 ed è entrato in fase di commercializzazione nel 2006. Honda Aircraft Company, Inc., che lo costruisce nella Carolina del Nord (USA), prevede le prime consegne per il 2010.
Un’eccellente efficienza energetica
HondaJet è l’aviogetto più veloce ed economico della categoria VLJ (Very Light Jets). La sua eccezionale efficienza energetica è frutto di numerose innovazioni:
• fusoliera interamente in materiali compositi sviluppati secondo un procedimento brevettato, per ridurre peso, consumo di cherosene e costi di produzione;
• velatura in alluminio;
• ali e naso dell’aereo a flusso laminare naturale, per ridurre la resistenza dell’aria e migliorare le prestazioni dinamiche;
• posizionamento dei due propulsori GE Honda HF120 sopra le ali (configurazione brevettata), a tutto vantaggio del rendimento energetico e dello spazio disponibile nella cabina;
• motori da 1880 libbre di spinta ciascuno molto economici e rispettosi dell’ambiente, soprattutto grazie alla loro bassa rumorosità e a valori di consumo nominali inferiori del 5% rispetto alla concorrenza.
Un inedito concetto di modularità
Grazie alla sua originale architettura, HondaJet offre una cabina di notevole spaziosità e un’accresciuta capacità di carico. Infatti, è in grado di accogliere fino a 8 persone, bagagli compresi. Il cockpit dall’avanzata tecnologia presenta un design modulare. Tutte le informazioni necessarie al pilota sono leggibili su monitor di grandi dimensioni, in conformità ai più moderni requisiti di ergonomia e sicurezza.
Un sogno antico
All’origine di HondaJet c’è una grande passione per l’aviazione. Infatti, nel 1986, quando si lanciò in quella che sarebbe diventata una lunga ricerca su piccoli jet d’affari e motori per aerei, Honda non voleva solo sviluppare una serie di pratiche innovazioni ma anche rendere omaggio a Soichiro Honda, fondatore della casa, intrepido automobilista, pilota da corsa e per l’appunto grande appassionato di aerei. Un appassionato che però non riuscì mai a ottenere il brevetto. Il che tuttavia non gli impedì, di tanto in tanto, di librarsi in volo ai comandi di piccoli aeroplani...
Per saperne di più, visitate i siti www.hondajet.honda.com e www.gehonda.com
Scheda tecnica
| Equipaggio: |
1 o 2 persone |
| Passeggeri: |
5 o 6 persone |
| Lunghezza: |
12,7 m |
| Apertura alare: |
12,1 m |
| Altezza: |
4,03 m |
| Peso massimo al decollo: |
4173 kg |
| Quota di volo: |
12 477 m |
| Autonomia: |
2185 km |
| Velocità di crociera max.: |
778 km/h |
| Lunghezza della pista al decollo: |
951 m |
| Lunghezza della pista all’atterraggio: |
762 m |
| Motori: |
2 turbofan GE Honda HF120, con 853 kg di spinta |
| Avionica: |
Garmin G1000 con 3 monitor LCD |
Sistemi di produzione avanzati
La competitività di Honda è in gran parte frutto del suo sistema di produzione dislocato in tutti i continenti in funzione della domanda dei mercati. Questa soluzione molto flessibile consente alla casa di proporre buoni prodotti a un buon prezzo.
Una rete mondiale
Con il suo sistema di produzione, Honda intende reagire in tempo reale alle fluttuazioni della domanda, tenere sotto controllo i costi e assicurare lo stesso elevato livello di qualità in tutto il mondo. Le tecnologie produttive sono elaborate e collaudate in Giappone, da dove il know how viene poi diffuso in tutti gli altri stabilimenti Honda.
La filosofia delle fabbriche Honda
Il nuovo stabilimento di Yorii in Giappone, che inizierà a produrre automobili attorno al 2010, proponendosi come modello di riferimento, obbedisce a quattro criteri:
- il rispetto dei principi e dei processi operativi delle «fabbriche verdi», con l’obiettivo di ridurre del 20% le emissioni di CO2 per unità di prodotto rispetto al 2000;
- la realizzazione di strutture flessibili, di facile conversione, che consentano una produzione efficiente, ad esempio mediante la standardizzazione di certe parti;
- un’organizzazione che favorisca un elevato livello qualitativo, ad esempio adottando strumenti che permettono di identificare rapidamente l’origine di problemi;
- condizioni di lavoro propizie allo sviluppo di capacità e talenti nel rispetto dei singoli individui.
Una rete mondiale
Con il suo sistema di produzione, Honda intende reagire in tempo reale alle fluttuazioni della domanda, tenere sotto controllo i costi e assicurare lo stesso elevato livello di qualità in tutto il mondo. Le tecnologie produttive sono elaborate e collaudate in Giappone, da dove il know how viene poi diffuso in tutti gli altri stabilimenti Honda.
La filosofia delle fabbriche Honda
Il nuovo stabilimento di Yorii in Giappone, che inizierà a produrre automobili attorno al 2010, proponendosi come modello di riferimento, obbedisce a quattro criteri:
- il rispetto dei principi e dei processi operativi delle «fabbriche verdi», con l’obiettivo di ridurre del 20% le emissioni di CO2 per unità di prodotto rispetto al 2000;
- la realizzazione di strutture flessibili, di facile conversione, che consentano una produzione efficiente, ad esempio mediante la standardizzazione di certe parti;
- un’organizzazione che favorisca un elevato livello qualitativo, ad esempio adottando strumenti che permettono di identificare rapidamente l’origine di problemi;
- condizioni di lavoro propizie allo sviluppo di capacità e talenti nel rispetto dei singoli individui.
Il bioetanolo da cellulosa
Nella ricerca di soluzioni alternative all’energia fossile, Honda si è associata all’istituto giapponese RITE (Research Institute of Innovative Technology for the Earth) per produrre bioetanolo a partire dalla cellulosa.
Produrre bioetanolo in modo più etico
Il bioetanolo è un alcol prodotto dalla fermentazione e distillazione (come il vino) di biomasse ed è utilizzato come carburante. In molti paesi si ottiene a partire da vegetali che sono anche fonte di nutrimento (canna da zucchero, mais, cereali, barbabietole e altri vegetali ricchi di zuccheri), una situazione che dà adito a numerosi problemi. Nasce da qui la necessità di produrre alcol con piante (o parti di esse) non alimentari. La tecnologia per riuscirci è nota, ma fino a oggi non ha permesso di ottenere buoni risultati in termini di rendimento.
RITE e Honda: una partnership efficace
Le ricerche condotte congiuntamente da Honda e RITE hanno portato nel 2006 allo sviluppo di un nuovo procedimento che consente di produrre bioetanolo dalla cellulosa e dalla emicellulosa, la parte lignea e non commestibile delle piante (stelo, paglia, residui di coltivazioni forestali, ecc.). Il processo RITE-Honda facilita la fermentazione e aumenta notevolmente l’efficienza della trasformazione in alcol.
Una fabbrica pilota per il bioetanolo da cellulosa
Il processo produttivo RITE-Honda prevede le seguenti fasi:
• pretrattamento per separare la cellulosa
• saccarificazione della cellulosa e della emicellulosa
• trasformazione dello zucchero in etanolo con l’aiuto di microorganismi sviluppati da RITE per ridurre l’azione degli inibitori di fermentazione
• distillazione dell’etanolo
Il bioetanolo così ottenuto, detto anche bioetanolo di 2a generazione, apre nuove prospettive nella ricerca volta a sostituire le energie di origine fossile: elimina la concorrenza bioetanolo/alimentazione, l’impoverimento del suolo e l’eccessivo consumo di acqua. Nel 2007 Honda ha inaugurato una fabbrica-pilota a Wako, in Giappone, dove effettua ricerche specifiche per testare la validità di questo nuovo processo.
Produrre bioetanolo in modo più etico
Il bioetanolo è un alcol prodotto dalla fermentazione e distillazione (come il vino) di biomasse ed è utilizzato come carburante. In molti paesi si ottiene a partire da vegetali che sono anche fonte di nutrimento (canna da zucchero, mais, cereali, barbabietole e altri vegetali ricchi di zuccheri), una situazione che dà adito a numerosi problemi. Nasce da qui la necessità di produrre alcol con piante (o parti di esse) non alimentari. La tecnologia per riuscirci è nota, ma fino a oggi non ha permesso di ottenere buoni risultati in termini di rendimento.
RITE e Honda: una partnership efficace
Le ricerche condotte congiuntamente da Honda e RITE hanno portato nel 2006 allo sviluppo di un nuovo procedimento che consente di produrre bioetanolo dalla cellulosa e dalla emicellulosa, la parte lignea e non commestibile delle piante (stelo, paglia, residui di coltivazioni forestali, ecc.). Il processo RITE-Honda facilita la fermentazione e aumenta notevolmente l’efficienza della trasformazione in alcol.
Una fabbrica pilota per il bioetanolo da cellulosa
Il processo produttivo RITE-Honda prevede le seguenti fasi:
• pretrattamento per separare la cellulosa
• saccarificazione della cellulosa e della emicellulosa
• trasformazione dello zucchero in etanolo con l’aiuto di microorganismi sviluppati da RITE per ridurre l’azione degli inibitori di fermentazione
• distillazione dell’etanolo
Il bioetanolo così ottenuto, detto anche bioetanolo di 2a generazione, apre nuove prospettive nella ricerca volta a sostituire le energie di origine fossile: elimina la concorrenza bioetanolo/alimentazione, l’impoverimento del suolo e l’eccessivo consumo di acqua. Nel 2007 Honda ha inaugurato una fabbrica-pilota a Wako, in Giappone, dove effettua ricerche specifiche per testare la validità di questo nuovo processo.
L’unità di microcogenerazione di Honda
L’unità di cogenerazione di Honda è la prima al mondo destinata all’uso domestico. Molto compatta nelle dimensioni, utilizza gas naturale per produrre simultaneamente calore ed elettricità. Il suo obiettivo: ridurre le emissioni di CO2.
Riscaldamento domestico ad alto rendimento
Forte del suo know how in materia di motori compatti e generatori, nel 2003 Honda ha lanciato, dapprima in Giappone e poi negli Stati Uniti, la prima unità di cogenerazione dalle dimensioni tanto ridotte da poter essere utilizzata in ambito domestico. Questo sistema consente di produrre elettricità per mezzo di un motore a combustione interna (funzionante a gas naturale) e di recuperare il calore prodotto per riscaldare l’acqua. A renderlo interessante è la sua efficienza energetica che è superiore rispetto a un’equivalente produzione separata di elettricità e calore. Ciò comporta una riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa il 30%. Nei primi cinque anni dalla commercializzazione, le unità entrate in servizio nel solo Giappone sono state 50'000, il che equivale a 42'000 tonnellate di CO2 in meno.
Un sistema affidabile, silenzioso ed efficiente
Il sistema di cogenerazione ECOWILL di Honda è uno dei preferiti dai privati perché fornisce efficacemente l’energia necessaria per scaldare il pavimento, diminuendo gli oneri per la casa. ECOWILL combina il più piccolo motore a gas naturale del mondo (GE160V), sviluppato apposta per questa applicazione, con un generatore compatto e leggero che adotta la tecnologia a onde sinusoidali messa a punto da Honda, in modo da creare una microunità adatta alla produzione di elettricità domestica di qualità equivalente alla corrente della rete esterna.
Il sistema Honda è efficace, compatto, affidabile e per di più silenziosissimo. Non è quindi un caso che abbia ricevuto vari premi, tra i quali quello per l’innovazione assegnato in Germania dall’Associazione per un utilizzo dell’energia efficace e rispettoso dell’ambiente. Una generazione nuova e ancora più performante di microcogeneratori Honda è stata lanciata in Giappone nel 2006 e negli Stati Uniti nel 2007.
Riscaldamento domestico ad alto rendimento
Forte del suo know how in materia di motori compatti e generatori, nel 2003 Honda ha lanciato, dapprima in Giappone e poi negli Stati Uniti, la prima unità di cogenerazione dalle dimensioni tanto ridotte da poter essere utilizzata in ambito domestico. Questo sistema consente di produrre elettricità per mezzo di un motore a combustione interna (funzionante a gas naturale) e di recuperare il calore prodotto per riscaldare l’acqua. A renderlo interessante è la sua efficienza energetica che è superiore rispetto a un’equivalente produzione separata di elettricità e calore. Ciò comporta una riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa il 30%. Nei primi cinque anni dalla commercializzazione, le unità entrate in servizio nel solo Giappone sono state 50'000, il che equivale a 42'000 tonnellate di CO2 in meno.
Un sistema affidabile, silenzioso ed efficiente
Il sistema di cogenerazione ECOWILL di Honda è uno dei preferiti dai privati perché fornisce efficacemente l’energia necessaria per scaldare il pavimento, diminuendo gli oneri per la casa. ECOWILL combina il più piccolo motore a gas naturale del mondo (GE160V), sviluppato apposta per questa applicazione, con un generatore compatto e leggero che adotta la tecnologia a onde sinusoidali messa a punto da Honda, in modo da creare una microunità adatta alla produzione di elettricità domestica di qualità equivalente alla corrente della rete esterna.
Il sistema Honda è efficace, compatto, affidabile e per di più silenziosissimo. Non è quindi un caso che abbia ricevuto vari premi, tra i quali quello per l’innovazione assegnato in Germania dall’Associazione per un utilizzo dell’energia efficace e rispettoso dell’ambiente. Una generazione nuova e ancora più performante di microcogeneratori Honda è stata lanciata in Giappone nel 2006 e negli Stati Uniti nel 2007.
Storia delle innovazioni Honda
1951
Primo motore a 4 tempi OHV di Honda. Montato sulla moto Dream Type-E, diventerà il nuovo standard dell’epoca per silenziosità di funzionamento e basso livello di emissioni.
1963
Primo motore in alluminio sviluppato per una vettura di serie, la coupé S500, prima Honda a quattro ruote e capostipite di una nuova generazione di automobili leggere, compatte, dinamiche e più parche nei consumi.
1968
Creazione di un’unità di ricerca sull’inquinamento atmosferico all’interno del centro R&S di Honda. Honda è il primo costruttore automobilistico a interessarsi della problematica.
1973
Lancio della Civic con il motore CVCC, prima vettura al mondo a rispettare la normativa del “Clean Air Act”. Le licenze per la tecnologia CVCC, che permette di bruciare le sostanze nocive all’interno del motore anziché nella marmitta di scarico o catalitica, vengono acquistate da numerose case automobilistiche.
1987
Honda introduce l’ABS per le moto.
La Prelude è la prima auto del mondo con 4 ruote sterzanti.
1988
Sviluppo del sistema VTEC, primo dispositivo al mondo in grado di modificare alzata e tempi di apertura delle valvole in funzione del regime del motore, per ottenere maggiore potenza ed efficienza di combustione. Gli faranno seguito il motore VTEC-E, finalizzato alla riduzione dei consumi e delle emissioni nocive, e poi i motori i-Series (i-VTEC e i-DSI).
1989
Lancio della coupé sportiva NSX, prima auto con carrozzeria interamente in alluminio prodotta in serie.
1992
Honda mette a punto il motore con pistoni ovali per la sua moto NR 750.
1993
Prima vittoria del veicolo solare Honda Dream al World Solar Challenge d’Australia.
1994
Primo aviogetto sperimentale Honda in materiale composito, l’MH-02.
1997
Honda presenta M4, il primo motore a 4 tempi in grado di funzionare in qualunque posizione. È adatto a macchinari di piccole dimensioni.
Honda commercializza in Giappone e negli Stati Uniti Civic GX, un modello che utilizza gas naturale compresso dalle eccellenti prestazioni ecologiche.
1998
Messa a punto della scocca basata sulla tecnologia G-Force Control che migliora la sicurezza in qualsiasi tipo di incidente. Questa soluzione viene poi affinata per proteggere al massimo i pedoni e migliorare la compatibilità con le vetture di diversa dimensione coinvolte in una collisione (carrozzeria con struttura della scocca ACE).
1999
Presentazione del sistema IMA (Integrated Motor Assist), elemento chiave dei motori ibridi Honda (benzina-elettricità), sul coupé Insight. Questa tecnologia viene applicata anche alle moto e ai prodotti power equipment.
2000
Primi collaudi della FCX-V1, vettura elettrica con pila a combustibile alimentata a idrogeno che prefigura l’auto del 21° secolo.
Primi passi di ASIMO, il robot umanoide di Honda.
Prime cadute di Polar II, il manichino-pedone di Honda, nel nuovo centro di crash-test Honda a Toshigi in Giappone.
2002
Lancio del nuovo airbag laterale a tendina ad apertura ultrarapida che protegge sia gli occupanti anteriori che posteriori.
2003
Debutto del primo motore diesel interamente prodotto da Honda, un propulsore in alluminio allo stesso tempo pulito, performante e silenzioso, che fissa nuovi standard nella categoria.
2003
Battesimo dell’aria di HondaJet, l’ultraleggero aereo commerciale di Honda.
2006
Debutto su Legend della nuova trazione integrale Super Handling All-Wheel Drive (SH-AWD), sinonimo di agilità senza pari.
Primo airbag al mondo su una moto prodotta in serie.
2008
Commercializzazione in Giappone e negli Stati Uniti di FCX Clarity, la prima vettura con pila a combustibile al mondo prodotta in serie.
2010
Lancio in prima mondiale sulla coupé CR-Z del primo cambio manuale a 6 rapporti abbinato a un’architettura ibrida.
Primo motore a 4 tempi OHV di Honda. Montato sulla moto Dream Type-E, diventerà il nuovo standard dell’epoca per silenziosità di funzionamento e basso livello di emissioni.
1963
Primo motore in alluminio sviluppato per una vettura di serie, la coupé S500, prima Honda a quattro ruote e capostipite di una nuova generazione di automobili leggere, compatte, dinamiche e più parche nei consumi.
1968
Creazione di un’unità di ricerca sull’inquinamento atmosferico all’interno del centro R&S di Honda. Honda è il primo costruttore automobilistico a interessarsi della problematica.
1973
Lancio della Civic con il motore CVCC, prima vettura al mondo a rispettare la normativa del “Clean Air Act”. Le licenze per la tecnologia CVCC, che permette di bruciare le sostanze nocive all’interno del motore anziché nella marmitta di scarico o catalitica, vengono acquistate da numerose case automobilistiche.
1987
Honda introduce l’ABS per le moto.
La Prelude è la prima auto del mondo con 4 ruote sterzanti.
1988
Sviluppo del sistema VTEC, primo dispositivo al mondo in grado di modificare alzata e tempi di apertura delle valvole in funzione del regime del motore, per ottenere maggiore potenza ed efficienza di combustione. Gli faranno seguito il motore VTEC-E, finalizzato alla riduzione dei consumi e delle emissioni nocive, e poi i motori i-Series (i-VTEC e i-DSI).
1989
Lancio della coupé sportiva NSX, prima auto con carrozzeria interamente in alluminio prodotta in serie.
1992
Honda mette a punto il motore con pistoni ovali per la sua moto NR 750.
1993
Prima vittoria del veicolo solare Honda Dream al World Solar Challenge d’Australia.
1994
Primo aviogetto sperimentale Honda in materiale composito, l’MH-02.
1997
Honda presenta M4, il primo motore a 4 tempi in grado di funzionare in qualunque posizione. È adatto a macchinari di piccole dimensioni.
Honda commercializza in Giappone e negli Stati Uniti Civic GX, un modello che utilizza gas naturale compresso dalle eccellenti prestazioni ecologiche.
1998
Messa a punto della scocca basata sulla tecnologia G-Force Control che migliora la sicurezza in qualsiasi tipo di incidente. Questa soluzione viene poi affinata per proteggere al massimo i pedoni e migliorare la compatibilità con le vetture di diversa dimensione coinvolte in una collisione (carrozzeria con struttura della scocca ACE).
1999
Presentazione del sistema IMA (Integrated Motor Assist), elemento chiave dei motori ibridi Honda (benzina-elettricità), sul coupé Insight. Questa tecnologia viene applicata anche alle moto e ai prodotti power equipment.
2000
Primi collaudi della FCX-V1, vettura elettrica con pila a combustibile alimentata a idrogeno che prefigura l’auto del 21° secolo.
Primi passi di ASIMO, il robot umanoide di Honda.
Prime cadute di Polar II, il manichino-pedone di Honda, nel nuovo centro di crash-test Honda a Toshigi in Giappone.
2002
Lancio del nuovo airbag laterale a tendina ad apertura ultrarapida che protegge sia gli occupanti anteriori che posteriori.
2003
Debutto del primo motore diesel interamente prodotto da Honda, un propulsore in alluminio allo stesso tempo pulito, performante e silenzioso, che fissa nuovi standard nella categoria.
2003
Battesimo dell’aria di HondaJet, l’ultraleggero aereo commerciale di Honda.
2006
Debutto su Legend della nuova trazione integrale Super Handling All-Wheel Drive (SH-AWD), sinonimo di agilità senza pari.
Primo airbag al mondo su una moto prodotta in serie.
2008
Commercializzazione in Giappone e negli Stati Uniti di FCX Clarity, la prima vettura con pila a combustibile al mondo prodotta in serie.
2010
Lancio in prima mondiale sulla coupé CR-Z del primo cambio manuale a 6 rapporti abbinato a un’architettura ibrida.









